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Al Sea River Club di Pescara, cena a quattro mani con due giovani e simpatici protagonisti.

cena a 4 mani

Matteo Cascini e Stefano De Iuliis. Due chef di tutto rispetto. Sono amici, si conosco da tanto tempo e condividono diverse passioni, una ad esempio quella della panificazione.

Ma non si vive di solo pane, ci torneremo più avanti. La cena nasce dalla voglia di fare qualcosa di tangibile insieme, come ci racconta Matteo Cascini.

 

Abbiamo portato in tavola i sapori d’autunno, prima confrontandoci e mettendo nero su bianco quello che poteva essere un menù che racchiudesse il meglio che l’autunno ci offre e poi, dopo la fase di studio del menù, la scelta del posto migliore dove poterla realizzare.  Il Sea River Club, ci è sembrato da subito il locale top per questo genere di eventi. Il nostro obiettivo è far provare piacevoli sensazioni, se non addirittura forti emozioni, ai commensali che andranno a degustare i nostri elaborati. Innanzitutto la scelta di materie prime pregiate e poi in fase di elaborazione, tanta semplicità e immediatezza. Molto spazio ai profumi delle nostre campagne, con piante ed erbe aromatiche raccolte da noi e il piatto è pronto.”

È  la volta di Stefano De Iuliis, quindi bisogna assolutamente tornare al discorso pane.

cena a 4 mani Lui ce ne parla con il candore del papà che parla del proprio figlio:
La differenza nei pani che preparo io sta nell'utilizzo di farine non industriali. La mia scelta ricade su alcuni cereali di nicchia che so dove reperire personalmente. Un altro piccolo segreto è il lievito. Lo faccio personalmente ed è un’usanza tramandata da generazioni. È ottenuto dall'uva o meglio dalla lavorazione che porta alla produzione del vino e che ha come risultato il vino stesso e il deposito della materia solida sul fondo della botte. Ecco, io vado ad intercettare quella massa e ne ricavo il lievito. Altro lievito lo ottengo dalla lavorazione del sidro di mele. Praticamente li tengo in cassaforte, li rinnovo ogni volta che produco pane e non solo, ad ogni vendemmia aggiungo qualcosa. Pensate quanti profumi e quante fragranze possono trasmettere al pane”.
Qui si aggiunge Matteo, che replica: Il mondo del pane mi ha sempre affascinato, ma è grazie a Stefano e alle sue sapienti mani e alle sue spiccate doti, di chef, panificatore e insegnante, che mi sto appassionando sempre più. Nel mondo della cucina ho già fatto tante esperienze, ma nel modo della panificazione mi sto affacciando adesso e ripeto, grazie a Stefano ci sto entrando con il cuore e l’anima. Lui utilizza farine e procedure diverse, ne fa davvero un must imprescindibile. Insomma, mi sta coinvolgendo sempre più.”
Ma parliamo del menù al Sea River Club. Si inizia con una chermesse di cavolo bianco, pinoli e tartufo bianco di Alba. Al suo interno un tortino di salmone al pistacchio con spezie ed essenze autunnali.
Seconda uscita con la  vellutata di fave e composta di rape ai porcini.
Ancora gnocchi con patate della montagna Abruzzese, quelle di Pizzoferrato in provincia di Chieti. Povere in acqua e ricchissime di sostanza, ideali per gli gnocchi.
Insieme agli gnocchi, il grongo, ormai quasi scomparso dalla nostra cucina, Stefano e Matteo cercano di valorizzarlo in ogni occasione. Un pesce povero ma dalle grandi potenzialità.
Poi un secondo di carne. La loro scelta ricade sul cervo, in cottura con il Montepulciano d’Abruzzo, messo nel piatto insieme al radicchio trevigiano con una riduzione di Grand Marnier.
Una scomposta di Pizza Doce (dolce) della tradizione abruzzese, rivisitata ma nella quale non manca nulla. Al posto dell’alchermes, gli chef hanno utilizzato la barbabietola per donargli il piacevole e canonico colore rosso. Per la produzione della crema, uova rigorosamente di papera oppure di oca.
Gli chef lasciano la sala, dopo aver spiegato al pubblico il menù e dopo aver raccontato i loro percorsi, con la promessa che non sarà una cena una tantum, ma ci saranno più repliche. Scappano in cucina, un posto defilato e nascosto. Il luogo dove nascono le straordinarie pietanze che i nostri cari chef preparano con amore e passione. Stefano e Matteo, buona la prima, vi aspettiamo per le repliche. 

 

 

 

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