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La cantina perfetta

La cantina perfetta Cosa vorrei trovare in una cantina? Cosa dovrebbe avere una cantina perché possa essere considerata la “cantina ideale”? Cosa sarebbe giusto che i wine lovers, i clienti e gli altri visitatori trovassero una volta all'interno di una cantina?

 

Cominciamo dall’ingresso, magari bello e sempre aperto. Un sogno per un appassionato. Se chiuso, comunque vorrei chiare indicazioni sugli orari di apertura e magari un riferimento telefonico. Ovvio anche il vignaiolo, come tutti gli esseri umani, abbia il suo riposo e le sue pause, quindi il rispetto impone di non disturbare durante le ore di chiusura, ma anche se in questi casi chiamare è un tantino maleducato, ricordate che il cliente ha sempre ragione, soprattutto se vuole dell’ottimo vino.

 

Un parcheggio dedicato agli ospiti, ben delineato a terra con la classica vernice, ma se il vignaiolo è green, che sia ben delimitato con sampietrini o mattonelle di diverso colore. Ancora più green se al parcheggio fate trovare una serie di secchi con la scritta, carta, plastica, vetro, umido e indifferenziato. A volte chi arriva in macchina, ha una bottiglietta vuota, una cartaccia o altro, che non butta per educazione ambientale, materiale che comunque deve essere smaltito in qualche maniera. Il nostro visitatore sarà felicissimo di poterlo fare grazie alla vostra cantina. Se poi da qualche parte mettete anche un bel cartello con la scrittaBenvenuti”, avete fatto una cosa davvero saggia. Se la cantina è lontana dai propri vigneti, potete inserire qualche filare tutt’attorno ad essa o quantomeno davanti all’ingresso.  Sarebbe opportuno un bel prato verde ben curato e magari anche dei fiori. Insomma, il green deve dominare già prima che l’ospite varchi la soglia.

 

Se la cantina è dispersiva e ci sono diverse strutture a sé stanti, indicate chiaramente lo showroom o l’ingresso. Se una volta dentro la struttura il visitatore non trova nessuno, non può certo mettersi ad urlare per attirare attenzione. Necessario quindi un campanello a vista ed una persona pronta a rispondere, accogliere e soprattutto che lo faccia nei modi più gentili e discreti possibili. L’ospite non se ne farà nulla di una losca figura (che purtroppo spesso si incontra) quella per intenderci che ha l’aspetto di chi non è contento nel vederci, della serie: “ma proprio adesso dovevi dare fastidio? Stiamo lavorando” e via dicendo. No, il vostro cliente ha bisogno di qualcosa di molto meglio. Una figura che ci faccia sentire i benvenuti già dal buongiorno, che deve essere accogliente e accompagnata da un sorriso sincero.

Un bagno confortevole e pulito.

Chi viaggia per venire a farvi visita, solitamente arriva stanco ed ha bisogno di andare in bagno per lavarsi le mani e rinfrescarsi il viso. Un bagno spartano, ma con tutti gli accessori ben puliti. Naturalmente non devono mancare acqua calda, sapone, salviette e carta igienica.

Bottiglie ben in evidenza, illuminate e perfettamente spolverate.

In un mondo che vive di immagini, non potete non avere tutta la vostra gamma in bella vista.

Molte volte nelle cantine ci sono troppe pareti bianche, fin troppo asettiche e a volte showroom davvero spogli di cose che invece sono molto importanti. Ad esempio le immagini dei vostri vigneti durante tutte le stagioni.

Le foto dei titolari, delle vecchie generazioni, delle etichette storiche. Immagini di come la cantina è cambiata nel corso degli anni. Il visitatore è curioso e vuol vedere cosa l’uomo ha costruito, come ha modificato il territorio, come lo ha arricchito e quindi le foto di com’era il posto dove sorge la cantina, prima che tutto fosse costruito, sono davvero fondamentali. Insomma, dalla posa della prima pietra fino allo stato attuale, grazie alle vostre immagini, il visitatore deve poter fare un viaggio nel tempo.  Non devono mancare i paesaggi tipici del territorio. Riferimenti a città e monumenti raggiungibili in pochi minuti. Folklore locale ed ogni altro accenno al territorio.

Il titolare della cantina non deve fare il tifo solo per la sua azienda, ma per tutto il suo territorio

Dovrebbe essere ben in mostra la rassegna stampa con i contributi che i quotidiani e i periodici hanno eventualmente dedicato alla vostra cantina, i diplomi, gli attestati e le menzioni che avete ricevuto. 

 

Non dimenticate un’invitante vetrina illuminata che esalta i calici puliti e lucidissimi, pronti per essere riempiti con i vostri prodotti.  Ma saranno calici griffati? Meglio, il vostro marchio avrà più visibilità. Normalmente accade il contrario. Calici anonimi, cavatappi della concorrenza e glacette improponibili di una cantina o di un consorzio che distano centinaia di chilometri dal posto dove ci troviamo. 

Il cantiniere che si ritrova gratuitamente una glacette con la scritta di un’altra cantina, soprattutto di una che ha la sede in un’altra regione e la utilizza per metterci le sue bottiglie in fresco, non ha fatto un buon affare, ma peggio, sta decretando la propria sconfitta.

 

Cura e attenzioni particolari alla bottaia, da sempre la parte più interessante, evocativa e suggestiva che lascia senza fiato il nostro ospite. Riutilizzate le doghe e le vecchie botti per fare qualcosa di creativo.

La cantina perfetta 5

Esistono delle postazioni per poter ricaricare palmari e tablet, bisogna che ce ne sia una nel vostro showroom. Un cellulare che non può fare foto è un’occasione persa per farsi pubblicità gratuita.

 

Perché no, dotiamoci di battery bank griffati da regalare come omaggio, così il cellulare non rimarrà fermo, ma farà le foto che produrranno la tanto agognata pubblicità. Se in cantina ci sono lavori in corso, non guasterà un certo ordine nell’accumulo dei materiali di scarto e dei materiali da costruzione.

 

Sarebbe buona cosa un cartello all’ingresso con la scritta “Lavori in corso, ci scusiamo per il disagio”, “Stiamo rendendo migliore la nostra cantina per potervi accogliere meglio” e via dicendo. Con un cartello di “scuse e promesse” tutto apparirà più bello, anche il più disagevole dei cantieri. Vigneti segnalati. Questa modalità inizia ad “andare di moda” nel segno della tracciabilità. Ormai percorrendo strade che costeggiano i vigneti è sempre più facile trovare i cartelli che certificano la proprietà con l’indicazione della cantina ai quali i vigneti appartengono.

Dotarsi di un registro delle presenze dove il visitatore, a sua discrezione potrà inserire i suoi dati. Poca privacy? Ok, basta un cedolino prestampato da riempire con i dati e uno spazio per l’eventuale commento/giudizio sulla nostra cantina. Cedolino da inserire in un urna (magari una bella scatola di legno brandizzata).
Una chiavetta usb da regalare con all’interno i video e le foto della cantina, le schede tecniche dei vini e tutte le info che normalmente si trovano o dovrebbero trovarsi in un sito web dinamico e aggiornato.

Con questi e tanti altri accorgimenti e se avete rispettato l’ospite facendolo sentire a proprio agio, lui vi cadrà tra le braccia, innamorato della vostra persona e dei vostri prodotti.

NON DIMENTICATE IL WEB.

Date a Google Maps tutti i dati possibili per potervi identificare e ritrovare, mettete i numeri di telefono, così chi non riesce a trovarvi con il navigatore, vi possa comunque contattare. Ampio spazio ai social e a tutti i profili, da Instagram a Twitter passando per Facebook e altri.  Fateli curare da chi ne fa un mestiere; nulla di più sbagliato che affidare la propria immagine e la comunicazione di essa a chi non sa gestire questi delicati e fondamentali aspetti. Produrre un buon vino sta diventando sempre più facile, ma comunicarlo è sempre più un terreno complesso, dove si gioca la vera partita.

La cantina perfetta non esisterà mai, ma quanto è stimolante e facile avvicinarsi alla cantina ideale.

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