In Lugana da Daniele Malavasi

Daniele Malavasi

 

 

Petit Verdot, Tocai, Lugana e tante novità a casa Malavasi. Non manca il tributo all’attivissima mamma Ames Tinti, ambasciatrice del gusto e grande padrona di casa.

 

Siamo arrivati ​​da Malavasi nel pomeriggio; si è fatta sera in un piacevole conversare con Daniele, la moglie Gloria Tirelli e la mamma di Daniele, Ames Tinti. Adesso torniamo all'interno per una breve intervista. La prima domanda sarà sicuramente: com'è andata la vendemmia 2020.

 

A rispondere è Daniele Malavasi

L'annata 2020 è andata molto bene, la qualità del prodotto c'era; abbiamo avuto alcuni problemi climatici soprattutto verso la fine, però siamo riusciti a portare a casa un prodotto di qualità. Siamo molto contenti, l'annata promette bene!

 

Al tuo fianco mamma Ames Tinti accoglienza cucina Show cooking e ambasciatrice Malavasi

La parte dell'accoglienza è stata in questi anni coltivata molto bene da mia mamma a tal punto, che quando facciamo degli eventi all'estero, mi chiedono spesso come sta. Grazie ai suoi Show cooking, la gente si ricorda ancora di lei, soprattutto nella zona di Augsburg e Francoforte.

Ames Tinti: Ho cominciato assieme a Daniele e posso dare conferma che è stato bravo nel tenere alta l’attenzione sulla qualità e le persone che vengono da noi in cantina, ci danno ulteriore conferma di questo. Per me è una grande soddisfazione.

 

Sempre la filosofia dell'emozionalità con qualche piccola grande novità e sempre spazio ai vitigni inusuali e straordinari

La nostra politica è quella di fare cose emozionali. Sul bianco non ci scostiamo dal nostro Lugana, abbiamo però nel cassetto dei progetti che riguardano il Bio e l'utilizzo dell'uva Viognier. Abbiamo il nostro grandissimo Petit Verdot che ci sta dando grandissime soddisfazioni dal punto di vista qualitativo. Le novità che vogliamo sviluppare riguardano le bollicine, siamo in procinto di imbottigliare un Brut fatto con il Lugana, nella stessa bottiglia del Lambrusco a satinatura trasparente e faremo anche un Rosè. C’è da tempo sui lieviti un metodo classico con uve Tocai che però verrà presentato fra un anno, posso solo svelare il nome che è in ricordo di un mio bisnonno Ottone però, in questo caso abbiamo aggiunto una H davanti per renderlo un po' più internazionale.

 

Internazionale, intrigante e accattivante direi, quasi Hot-tone! Come mai Toccai?

Il Tocai era la tipologia di vigneto più coltivata qui nella zona del Lago di Garda nel 1400-1500, dopodiché è stato quasi tutto estirpato per impiantare il Lugana.

 

Quindi c'è ancora nel disciplinare?

All'interno del territorio della DOC della Lugana, c'è una piccola DOC che si chiama San Martino della Battaglia che prevede solamente l'utilizzo dell'uva Tocai.

 

E il top di gamma, il Mulinero, che annata è in commercio?

Adesso stiamo commercializzando l'annata 2016, fra poco riusciremo a fare una bellissima scalata: 2013, 2014, 2015, 2016 e 2017.

 

Mantovano come Virgilio te ne vai in giro a dispensare qualità, ma nella tua terra d'origine?

Da poco abbiamo portato a termine un progetto che era nel cassetto, inizia l'avventura della Cantina Contromano in cui sfogherò le mie iniziative e le mie pazzie.  Andremo a sfruttare il fondale del laghetto per il risparmio energetico e inizieremo l'avventura del biodinamico perché abbiamo da poco impiantato il Petit Verdot.

 

Daniele, qui fuori vedo un cantiere?

Attualmente siamo impegnati  con due progetti, dobbiamo iniziare la costruzione di un nuovo magazzino di 200 metri quadrati e poi dobbiamo portare a termine la costruzione del nostro più importante progetto: un fabbricato su due piani il cui piano terra sarà adibito a ristorazione, il primo piano ad uffici e all'ultimo piano, che sarà una terrazza, dove faremo gli eventi vista lago.

 

Daniele siamo arrivati ​​alla fine dell'intervista, qualche ringraziamento?

Ringrazio mia mamma, mia moglie e mia figlia perché mi hanno sostenuto in questi anni di dura battaglia, riuscire ad imporsi sul mercato attuale non è semplice, ma adesso iniziamo ad avere i primi risultati e a raccogliere i primi frutti, perché siamo riusciti a non abbandonare una delle nostre priorità che è quella di produrre vini di qualità ed emozionali.

 

 

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